IL NUOVO ESAME AVVOCATO
Con il D.M. 3 settembre 2026, pubblicato in G.U. l’11/09/2026, ponendo fine all’incertezza normativa degli ultimi mesi, è stata finalmente bandita la sessione 2026 della tanto attesa nuova forma d’Esame di Abilitazione alla Professione Forense, così come licenziata dal Governo con il D.L. 12/06/2026 n. 100, recentemente convertito in legge dal Parlamento.
Tutto questo, mentre fioccano, in queste settimane, centinaia di post sui social di ragazze e ragazze che annunciano il superamento dell’esame orale relativo alla sessione precedente, in tutta Italia. Hanno una luce negli occhi bellissima, mentre sventolano quel foglio, sulle scale di una Corte d’Appello qualsiasi, con la famiglia accanto, tutti commossi e fieri. Si sa, sono un pochino anche “figli nostri”, dopo due anni nei nostri Studi, nelle pieghe dei Codici e della vita tutta: quando volano, voliamo un pò anche noi.
L’esame 2026, in unica sessione annuale, si articolerà dunque come segue:
– due prove scritte, con utilizzo dei Codici commentati con la sola giurisprudenza, in due giornate distinte: redazione di un parere motivato e redazione di un atto giudiziario, in una materia scelta dal candidato tra diritto privato, penale e amministrativo, con idoneità conseguita in presenza di una votazione di almeno 18 punti in ciascuna prova;
– una prova orale, consistente in un colloquio avente ad oggetto la soluzione di un caso pratico che postuli conoscenze di diritto sostanziale e processuale in una materia scelta preventivamente dal candidato tra diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo;
– la risposta a tre quesiti, il primo dei quali in materia di diritto processuale a scelta del candidato tra diritto civile e penale, il secondo vertente sul diritto sostanziale, civile, penale o amministrativo, a scelta del candidato, il terzo su una materia, sempre a scelta del candidato, tra diritto costituzionale, commerciale, del lavoro, ecclesiastico, internazionale privato e processuale, dell’Unione Europea e tributario;
– la risposta ad un ulteriore quesito in materia di Ordinamento, Deontologia e Previdenza forensi;
– con idoneità conseguita al raggiungimento di un punteggio complessivo, sulle cinque materie, di 90 punti, e punteggio non inferiore a 18 punti in ciascuna.

La forma d’esame 2026 ricalca quindi sostanzialmente quella contenuta nella riforma complessiva dell’ordinamento forense recentemente approvata dal Parlamento (L. 28/07/2026 n. 137 in G.U. 01/08/2026) e che vedrà definitivamente la luce nei prossimi mesi con i decreti legislativi del Governo, salvo il fatto che le prove scritte verranno svolte con sistemi di videoscrittura.
Vengono dunque definitivamente archiviate tanto le modalità emergenziali del periodo Covid 2020-2021-2022, quanto quelle intermedie delle ultime tre annualità 2023-2024-2025, con introduzione di una forma del tutto inedita, diversa anche dalle tradizionali modalità in essere fino al 2019, laddove vigevano le tre prove scritte.
Ingeneroso ritenere le forme emergenziali “semplificate” e conseguentemente “dequalificato” l’accesso alla professione negli ultimi anni, anche perché si è trattato di modalità obbligate e non richieste dai candidati, bensì dalle circostanze, ma certamente si va verso modalità più stringenti e selettive, come peraltro lo stesso C.N.F. aveva richiesto.
A ben guardare, alcune osservazioni si possono già avanzare in queste fasi iniziali, da parte di chi, come chi scrive, dal 2018 ad oggi, ha ricoperto nelle varie forme d’esame, tutti i ruoli, Commissario, Presidente di SottoCommissione, Presidente di Prima SottoCommissione e poi Ispettore Ministeriale:
– con le prove scritte da svolgere con “sistemi di videoscrittura”, che prenderanno avvio non prima del 2027, ci si uniforma a ciò che avviene da tempo per il concorso in Magistratura, laddove lo sforzo del Ministero e delle Corti d’Appello sarà quello di predisporre per tempo tutta l’attrezzatura necessaria;
– la facoltà di utilizzare ancora i Codici commentati con la sola giurisprudenza, al pari di quanto è sempre avvenuto in passato, necessita di un aggiornamento ai tempi che corrono, con una maggior “tipizzazione”, al fine di evitare che in talune Corti vengano ammessi testi esclusi in altre, posto che oggi si trovano in commercio molteplici tipologie (ragionati, esplicati, facilitati, con mappe, etc.), per cui la dicitura “commentati con la sola giurisprudenza” appare anacronistica;
– la prova orale, anche su materie complementari (che dunque “rientrano dalla finestra”) avrà necessariamente un taglio più pratico di quanto è avvenuto in passato, il chè richiederà ai Commissari un maggior impegno nel preparare i colloqui, che non potranno necessariamente più vertere su domande universitarie ma attenere in larga misura a casi concreti.
In attesa dei successivi sviluppi, una cosa si può affermare con assoluta certezza: occorrerà il contributo di tutti per far funzionare al meglio la macchina organizzativa, perché sarà un’ennesima sfida.
Alle Praticanti e ai Praticanti Avvocato che hanno cominciato o cominceranno nelle prossime settimane il lungo percorso che porterà loro ad affrontare questa nuova forma d’esame, un unico, grande augurio: non smettete di crederci e, al di là delle forme, rispettatelo sempre, il Diritto.
(pubblicato su Altalex il 15/09/2026)

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