LA PRIVACY A SCUOLA
In queste difficili settimane di emergenza sanitaria e scuole chiuse, il Ministero dell’Istruzione ha emanato alcuni principi guida della didattica a distanza, precisando che i compiti a distanza non sono più sufficienti e che è tempo, per gli insegnanti, di organizzare lezioni in video e garantire una maggiore interazione tra docenti e studenti.
Dette modalità di insegnamento, cui peraltro la nostra scuola non era abituata, né ha avuto tempo di adeguarsi compiutamente, dovendo fronteggiare un’emergenza senza precedenti, possono tuttavia scontrarsi con rilevanti principi costituzionali da tenere in debito conto.
Si pensi, in primis, alla potenziale violazione del principio di uguaglianza, messo in crisi talvolta dal fatto che non tutti gli alunni sono attrezzati, a casa, con le strumentazioni adatte a ricevere la didattica online: non tutte le famiglie possiedono un computer, un tablet o uno smartphone, non tutte le famiglie hanno un solo figlio, con conseguente impossibilità di seguire le lezioni in contemporanea, così come non tutti i genitori sono in grado di assistere i più piccoli davanti alla tecnologia.
E’ compito, dunque, dei Dirigenti Scolastici e dei singoli docenti, che stanno dando prova di grande professionalità, verificare la piena partecipazione alle attività didattiche on line, e adoperarsi, nei limiti del possibile, affinchè tutti gli studenti siano in grado di beneficiarne.
A questa potenziale problematica, si aggiungono taluni problemi di privacy. Basti pensare al fatto che tanti genitori, assistendo alle lezioni online dei più piccoli, che non sono in grado di gestire in autonomia le connessioni alle piattaforme, l’uso del microfono e della telecamera, vengono a conoscenza delle difficoltà dei compagni di classe, esposti sul monitor del proprio figlio: difficoltà di calcolo, di scrittura, di lettura, diventano in tante occasioni oggetto, sia pure involontario, di attenzione collettiva da parte di genitori e nonni, rischiando di essere rese pubbliche. E’ buona norma, dunque, che durante la videolezione non siano presenti soggetti terzi oltre allo studente.
Inoltre, è fatto divieto ai docenti di conservare e diffondere immagini e riprese per qualunque motivo non inerente l’attività didattica (il docente può motivatamente registrare la parte di lezione riservata alla propria spiegazione, al fine di farne eventuale riutilizzo), mentre, per quanto riguarda gli studenti, eventuali riprese video o foto delle videolezioni e più in generale dell’attività didattica non possono essere registrate e quindi diffuse con alcun mezzo.
Genitori e alunni sono peraltro tenuti ad un utilizzo corretto delle rispettive credenziali, a non cederle e a non smarrirle.
I Dirigenti Scolastici, da par loro, si sono attrezzati comunicando ai genitori che l’utilizzo dei dati, incluse immagini e riprese video, nell’ambito delle attività di didattica a distanza, si limita alle attività proposte e rientra pertanto nella liberatoria firmata dai medesimi all’atto dell’iscrizione, oppure proponendo per l’accesso alle videolezioni nuovi moduli da sottoscrivere in via preventiva.
Le indicazioni del Ministero e dei Dirigenti Scolastici sono figlie del buon senso e incitano le scuole, che già stanno facendo tanto, grazie soprattutto ai docenti più volenterosi, a potenziare la didattica a distanza, nel rispetto dei principi di uguaglianza e privacy, nella speranza che questa emergenza finisca il prima possibile.
