LA PRIVACY DEI MINORI
Problema annoso, quello dell’esposizione dei minori sui media, su cui il Garante Privacy si è recentemente espresso, ricordando l’esistenza di particolari garanzie a tutela del loro diritto alla riservatezza.
L’art. 38 del GDPR già statuisce che “i minori meritano una specifica protezione relativamente ai loro dati personali, in quanto possono essere meno consapevoli dei rischi, delle conseguenze e delle misure di salvaguardia interessate nonché dei loro diritti in relazione al trattamento dei dati personali”.
La pubblicazione delle immagini senza consenso è lecita soltanto in particolari occasioni e una di queste è quando la riproduzione è collegata a fatti di interesse pubblico, nel qual caso il diffusore sarà sempre chiamato alla “responsabilità di valutare se la pubblicazione sia davvero nell’interesse oggettivo del minore.
Ma al di là di questi casi limitati, per la pubblicazione dell’immagine di un soggetto è necessario che questo presti il proprio consenso, e ciò si dica anche per il caso, assai frequente, della condivisione di foto sui social network, spesso da parte di coloro che esercitano la potestà genitoriale.
La giurisprudenza, al riguardo, è stata chiamata a pronunciarsi in più di un’occasione. Ad esempio, è ormai principio consolidato la necessità del consenso di entrambi i genitori alla pubblicazione delle foto dei figli sui social, laddove, nonostante l’opposizione manifestata dal padre, una madre persisteva nella condivisione di immagini dei figli, talchè il Giudice si è visto costretto a disporre l’inibitoria di questo comportamento e la rimozione delle foto già inserite sui social.
Come pure, i Tribunali hanno deciso una questione che riguardava un sedicenne la cui madre pubblicava immagini che lo ritraevano, nonostante la sua opposizione, caso in cui il Giudice, valutando il primario interesse del minore, ha disposto la cessazione del comportamento e ha condannato la madre al pagamento di una penalità di mora in caso di persistenza della violazione.
Se è vero che la tutela della privacy è strumentale alla protezione di un diritto fondamentale della persona quale il diritto all’immagine, c’è anche un ulteriore aspetto che rileva quando si tratta di minori: la sicurezza. L’ambiente digitale offre infatti potenzialità di diffusione delle informazioni pressochè infinite e spesso non immediatamente percepite da chi lo utilizza per scopi puramente privati e ludici. Nel momento in cui si pubblica una immagine di un bambino o di un adolescente su un social network, lo si sta nei fatti esponendo su una vetrina davanti alla quale può passare una platea potenzialmente infinita (pericolo in cui incorrono anche gli utenti con il profilo privato, complici le politiche poco trasparenti dei siti web), tanto più che le informazioni, una volta immesse su internet, tendono a rimanerci tendenzialmente per sempre, con buona pace del diritto alla cancellazione dei propri dati, spesso irrealizzabile.
I minori di oggi sono gli adulti di domani, ed è evidente che nessuno di loro sarebbe lieto di scoprire sul web dati o immagini di sé, magari ritenuti poi lesivi della propria dignità, cui non ha prestato a suo tempo alcun consenso. Quindi, occorre prestare la massima attenzione e non sottovalutare la problematica.
