IL DIRITTO DI RIPENSARCI
Il diritto di “ripensamento” o “diritto di recesso” è il diritto del consumatore di sciogliere unilateralmente il contratto di acquisto di un bene o di un servizio, concluso a distanza o fuori dai locali dell’esercizio commerciale.
Tale diritto è disciplinato dal Codice del Consumo e finalizzato a tutelare la parte più debole del contratto, ossia il consumatore, rispetto al professionista venditore.
Si tratta di un diritto esercitabile soltanto per i contratti conclusi a distanza o negoziati fuori dai locali commerciali, posto che in tali eventualità il consumatore non ha la possibilità di toccare con mano e controllare prima il prodotto, per cui non potrà essere esercitato nel caso di acquisti effettuati direttamente in negozio.
Il diritto può essere esercitato, senza alcuna penalità e senza indicare una motivazione specifica, entro il termine di 14 giorni lavorativi, decorrenti dalla conclusione del contratto (qualora si tratti di servizi) o dall’acquisizione del possesso fisico dei beni (in caso di vendita di beni).
Per esercitare il diritto di recesso, il consumatore dovrà compilare ed inviare l’apposito modulo online, ove previsto in caso di acquisti tramite e-commerce, oppure potrà comunicare con una qualsiasi altra dichiarazione esplicita, la sua decisione di recedere dal contratto.
In tutti i casi, questa comunicazione dovrà essere inviata prima della scadenza del periodo di recesso. Se, tuttavia, il venditore non ha informato in modo completo il consumatore sul diritto di recesso, è previsto un allungamento dei termini fino a 60-90 giorni.
In caso di comunicazione del recesso, il venditore è tenuto a rimborsare il prezzo della vendita entro 14 giorni dalla ricezione della comunicazione di recesso e senza ritardo. Dal canto suo, il consumatore dovrà restituire il prodotto ricevuto, entro 14 giorni, termine che si intende rispettato se lo stesso rispedisce i beni prima della scadenza del termine stesso con spesa a suo carico.
