GIUSTIZIA: LA FASE 2
Anche la Giustizia tenta di ripartire.
I provvedimenti messi in campo a inizio marzo dal Governo durante l’emergenza epidemiologica hanno previsto, in primis, la sospensione dei termini processuali e il rinvio delle udienze, fino all’11 maggio, salvo alcune eccezioni ritenute indifferibili.
Il Decreto “Cura Italia” ha inoltre previsto che dal 12 maggio e fino al 31 luglio 2020, i capi degli uffici giudiziari (in accordo con le autorità sanitarie locali e i Consigli dell’Ordine degli Avvocati) debbano adottare le misure organizzative necessarie per consentire il rispetto delle indicazioni igienico-sanitarie.
Nello specifico, sempre al fine di evitare assembramenti all’interno dell’ufficio giudiziario e contatti ravvicinati tra le persone, i singoli uffici giudiziari potranno adottare le linee guida vincolanti per il personale e l’utenza, come ad esempio gli ingressi contingentati e su prenotazione.
Quanto alle udienze civili e penali, salvo quelle ritenute indifferibili, si profilano rinvii di tutte le cause già fissate fine al 31 luglio 2020, nella speranza dunque di poter tornare alla normalità a partire dal prossimo mese di settembre.
Seppur in molti Protocolli adottati dagli uffici giudiziari sia stata prevista la possibilità di ricorrere al procedimento telematico e da remoto, non è parsa, ai più, una modalità pienamente rispettosa del diritto di difesa delle parti, per cui, di fatto, se ne è concretizzato un uso assai circoscritto.
Anche in ambito Giustizia, perciò, la fase 2 si prospetta graduale e piena di ostacoli ed insidie da superare.
